THE PARTNERS
Stili di vita
State svegli fino a notte fonda per godervi “sex and the city” o avete chiesto
orari di lavoro esoterici per seguire le variazioni di palinsesto di Ally Mc
Beal? Allora The Partners è il gioco che fa per voi. Cosa ne direste di un
sim-life interamente ambientato in uno studio legale? In effetti la trovata
alla base di The Partners è proprio questa e bisogna dire che in un certo
senso è un esperimento interessante. La vita dei nostri personaggi si svolge
interamente nell’ambiente di lavoro, che in piena tradizione di Manhattan è
destinato a trasformarsi velocemente in una sorta di seconda casa.
Prendere il controllo? O Perderlo?
La prima cosa apprezzabile di The Partners è il sistema di gestione. Semplice
e intuitivo. Attraverso l’interfaccia o un click con il tasto sinistro del
mouse si seleziona uno dei nostri avvocati. Con il tasto destro si seleziona
l’oggetto o la persona con la quale interagire. Il sistema propone
automaticamente le scelte possibili, fornendo anche possibili indicazioni
sull’esito e le probabilità di successo. In questo modo trasformare il nostro
ufficio in una tantrico eden della carriera esasperata sarà estremamente
semplice.
Lo scopo del gioco è infatti, in linea con la maggior parte dei simulatori di
vita reale, quello di far convivere in modo più che pacifico i dievrsi
personaggi, cercando in modo squisitamente utopico di farli progredire sia dal
punto di vista della carriera sia da quello personale, in perfetta felicità e
armonia. C’è da dire che, visto il numero di parametri e le possibilità di
interazione, il compito si presenta discretamente complesso, soprattutto
quando a questo obbiettivo principale si sommano gli obbiettivi di ogni
singola missione. Il gioco infatti è gestito in modo molto simile a un
telefilm, e ogni livello prevedrà uno scopo principale e una serie di
obbiettivi secondari, da portare a termine mantenendo il più possibile sereni
e felici i nostri rampanti rampolli.
Essere produttivi
L’intelligenza artificiale, pur se con qualche lacuna, sembra essere in grado
di gestire i personaggi in modo plausibile. Generalmente le azioni automatiche
seguono un buon livello di complessità. Un esempio simpatico è il personaggio
del libertino, che pur di rimediare qualche possibilità di appartarsi, non
esiterà a mettersi a fare ginnastica insieme alle colleghe (e molti sanno
quanto questa situazione sia realistica), o il personaggio ossessionato dalla
carriera che si metterà a litigare con i colleghi meno produttivi.
Per quello che riguarda l’aspetto grafico, The Partners è mosso da un motore
3D adeguato, anche se agevolato dalla limitatezza degli spazi. Durante il
gioco è possibile effettuare liberamente zoomate, rotazioni di camera e
spostamenti, utilizzando con uguale comodità le frecce direzionali o il mouse.
I modelli dei personaggi sono realizzati con un livello di dettaglio adeguato
(in fondo si tratta di un gioco gestionale) e gli oggetti mostrano una
discreta varietà di design e funzioni. Le possibilità di interazione sono
buone, e mostrano un’ottima progettazione dell’ambiente di gioco.
Luoghi comuni
Purtroppo The partners soffre di una serie di problemi a livello di grafica,
che ne riducono notevolmente l’apprezzabilità. Non è affatto raro che i
personaggi si trovino a collidere in modo erroneo con gli oggetti o fra di
loro. Questo problema si rende ancora più grave se si compiono azioni fuori
schema o se si assegnano mansioni simili o personaggi diversi. Questo difetto
è molto curioso, perché stride con la fluidità del motore, che permette
spostamenti anche repentini senza dare segni di cedimento.
Altro aspetto che potrebbe lasciare interdetti è la colonna sonora, che con il
pretesto di emulare quella dei più celebri telefilm di questo filone, risulta
più come un piatto rumore di sottofondo che come un vero commento sonoro.
Inoltre ancora una volta si presenta il problema del dualismo. Accanto a un
design del gioco di buona qualità, anche se molto di accademia, sono presenti
alcune ingenuità che danno quasi un’impressione di trascuratezza, quale il
filmato introduttivo realizzato con un montaggio di semplici sequenze in-game
filmate, oppure alcuni messaggi di sistema forniti in semplice testo, o la
scarsità delle opzioni (non è possibile cambiare la risoluzione video per
esempio). Da dire che il gioco non è particolarmente gravoso, nemmeno su
macchine di fascia bassa, e questo gioca indubbiamente a suo favore.
Vincenti e vinti
The partners è indubbiamente un gioco dedicato ai casual gamer, come dimostra
anche la semplicità dei comandi e la mancanza di hotkey. Effettivamente è
apprezzabile il tentativo di contestualizzare un videogame in un ambiente
originale, che per molti aspetti è agli antipodi delle ambientazioni
tradizionali. Effettivamente l’ambientazione è la parte più gustosa del gioco.
Patinata e finta come solo i migliori telefilm americani sanno essere.
Squisitamente surreale, deliziosamente alienato, assolutamente fuori dal mondo
reale. Nel nostro ufficio sarà possibile montare schermi giganti, tavoli da
biliardo, impianti per il karaoke, palestre. Forse nel Nuovo Continente
funziona così, forse il bisogno di fantasticare colpisce anche chi non sa
immaginare draghi o borg. Una splendida favola hollywoodiana, che poco ha da
invidiare ai fratelli Grimm o ad Andersen. La nuova sirenetta ha una laurea in
legge?
Concludendo...
The partners è un gioco dedicato agli autentici fanatici delle sit-com e/o
dei sim-life.
Gli amanti del tubo catodico potranno trovare alcuni spunti interessanti,
mentre gli altri potrebbero, specialmente sul medio/lungo termine, trovarlo
eccessivamente limitante per numero e varietà di situazioni.
Pro
- Richiama un ambiente con un forte impatto mediatico
- Interessante il motore di simulazione
- Comportamenti dei personaggi "realistici"
Contro
- Qualche bug grafico di troppo
- Povertà di opzioni di configurazione
- Spettro di azioni limitato