TENNIS MASTER SERIES
Ho ancora vivido nella memoria il ricordo dell'ultima volta che giocai a
tennis su un portatile: Wimbledon su GameGear. All'epoca un vero must del
divertimento, per me, e ne passarono di anni prima di reimpugnare tra le mani
una croce direzionale allo scopo di dare qualche colpo ad una pallina, almeno
quanti mi separavano dal bellissimo e divertentissimo Virtua Tennis…
Mettendoci dentro anche il grande Super Tennis del Super Nintendo sono quindi
questi gli elementi che mi permettono di giudicare un nuovo prodotto dello
stesso genere: oggi, nel 2003, mi trovo di fronte ad un nuovo videogioco
tennistico sul piccolo e versatile portatile Nintendo, Tennis Master Series,
ed una sensazione tremenda di deja vu mi assale spingendo su ON l’interruttore
del GBA…
Ritorno al Passato...
A dire la verità, appena accesa la console sono stato preso dalla curiosità di
vedere l’introduzione. Curiosità direi soddisfatta a metà, vista la brevità e
la realizzazione della stessa: il logo del gioco, la scritta scorrevole che
passa davanti e l'ombra di un giocatore che dopo aver fatto una battuta si
gira ad esultare, tutto qua. Magari sarebbe stata ben gradita qualche
animazione oppure un'introduzione più stilosa, più accattivante e colorata, ma
il team ha preferito non concentrarsi tanto su quest’aspetto e la sensazione
che se ne ricava è di sobrietà massima. La musichetta è carina e la grafica
dei menu anche: Master Series, Esibizione, Multigiocatore, Opzioni e Crediti.
Mi tuffo nella prima opzione. Stagione corta o lunga? Lunga dai... ho tempo!
E' qui che il tarlo del "già visto" si insinua silenzioso nella mia mente: è
un GBA o un GameGear? Pare di tornare indietro nel tempo… Osservando il
personaggio che controllo non posso non notare le buone animazioni, quindi
scuoto la testa e continuo nella sfida. La battuta ricalca fedelmente il
metodo usato in Virtua Tennis: premere, far arrivare la barra dell'energia più
in alto possibile facendo attenzione a non farla ridiscendere in basso,
rilasciare.
La realizzazione tecnica, così come la presentazione lasciava presagire, è
anch'essa spartana e semplice. Fondamentalmente non è un male: cosa bisogna
mettere in un gioco di tennis oltre al campo, i giocatori e la pallina?
Null'altro… Ma il punto non è questo: manca qualcosa che faccia esclamare
"Accidenti, ganzo!", mancano i particolari, mancano i tocchi di stile. Si
sente la mancanza di un'introduzione alle partite (magari con l'ingresso dei
giocatori), un replay, una zoomata, una sezione d’allenamento magari con la
possibilità di creare e potenziare il nostro omino… Anche il reparto sonoro è
semplice, pure troppo: non ci sono nemmeno i rumori delle scarpe da ginnastica
che stridono sulla superficie del campo (un classico) e tutto si limita al
rumore della racchetta che colpisce e il rimbalzo della pallina in terra. Ah,
il commentatore che comunica il punteggio c'è.
I giocatori selezionabili, infine, sono frutto della fantasia malata dei
programmatori, non è sfruttata alcuna licenza ufficiale del circuito
tennistico, purtroppo.
...e la Sostanza Rimane quella
Già, la sostanza. La sostanza quale dovrebbe essere? Divertirsi…
In questo, Tennis Master Series riesce bene: rimanendo attaccato ad uno stile
di gioco classico e ormai ben testato, da una parte diverte ancora come 10
anni fa, dall'altra però non riserva grosse sorprese.
I campi sono tanti e variegati: cemento, terra, erba, c'è tutto, ed ogni
superficie ovviamente implica un differente comportamento della pallina al
rimbalzo. Coreograficamente un campo non fa differenza dall'altro, purtroppo:
l'inquadratura è così vicina da lasciar fuori gli spalti e non permettere
quasi di distinguere uno stadio dall'altro (Anche per questo una presentazione
ci sarebbe stata bene). I tasti usati nel gioco sono tutti quelli che offre la
consolina Nintendo: A per il colpo normale, B per il pallonetto, R per il
taglio e L per il Top Spin; come in Virtua Tennis, la posizione del corpo ed
il momento nel quale si scocca il colpo influiscono profondamente
sull'efficacia del colpo. Il sistema di controllo del giocatore è molto
preciso, fortunatamente, così come il sistema di indirizzamento del tiro: non
di rado mi è capitato di spedire la palla fuori dal campo per aver ecceduto
nella pressione del direzionale.
Il cardine del gioco è il torneo Master Series che vi vedrà impegnati in una
serie di campionati ad eliminazione diretta da svolgersi in ogni campo
disponibile: ogni vittoria porta dei punti che vanno a registrarsi in una
classifica generale, e alla fine dell'ultima competizione il vincitore è
ovviamente il giocatore che ha collezionato il punteggio più alto.
Di tutt'altra sostanza il multiplayer che ho provato personalmente con un
amico: esilarante e longevo al massimo, come nella miglior tradizione dello
sport simulato elettronicamente, credo che l'eventualità di giocare con gli
amici a questo gioco sia il motivo principale che dovrebbe spingere qualcuno a
comprarlo, a meno che non sia un vero appassionato/malato di tennis…