SUMMONER 2
Quello degli adventure-rpg è uno dei generi più vecchi che la breve storia dei
videogiochi ricordi, gli esempi sono infatti innumerevoli, tuttavia il saper
miscelare un buon adventure con una componente di gioco di ruolo è una cosa
che ben pochi sanno fare con successo. La vetta più alta nel genere è stata
raggiunta con la serie di Zelda, capace in ogni episodio di proporre sempre
qualcosa di nuovo ed innovativo. Tralasciando questo titolo il resto della
softeca naviga tra alti e bassi, come nel caso del primo Summoner, titolo
della Volition che pur avendo molti spunti originali non era riuscito a far
breccia nel cuore dei giocatori, forse anche per la pessima gestione della
telecamera e per una realizzazione tecnica scadente, nonostante l’utilizzo
massiccio dell’Anti Aliasing, tecnica di cui si discusse parecchio nei primi
mesi di vita della PS2. Con Summoner 2 Volition ha cercato di porre rimedio ai
difetti del prequel, introducendo nuovi elementi di gioco e correggendo tutto
ciò che non aveva pienamente convinto i giocatori.
With grace and valor!
Saltiamo subito le poche opzioni disponibili nel menù (Extra, Opzioni,Credits)
e fiondiamoci direttamente nell’avventura vera e propria. Dopo aver assistito
ad un full motion realizzato discretamente, veniamo catapultati direttamente
nel campo di battaglia. Man mano che i nemici sopraggiungeranno, verremo
introdotti al sistema di controllo ed al funzionamento dei tasti frontali e
laterali. Inizialmente avremo a disposizione solo la protagonista, Maia,
regina di Halassar nonché reincarnazione della dea Laharah, colei che porterà
il suo popolo alla salvezza. Successivamente verremo affiancati anche da altri
personaggi, tra cui una spietata assassina, un esperto di arti marziali, un
potente mago ed un automa letale. Ogni personaggio è personalizzabile in
diversi parametri: come per ogni buon rpg è possibile assegnare loro spade o
armature che avrete trovato o aquistato dai mercanti all’interno del palazzo
imperiale, gestirne il comportamento in battaglia tra 5 disponibili, assegnare
punti abilità e distribuire gli oggetti recuperati. Queste opzioni possono
essere gestire tramite un comodo menù richiamabile tramite la pressione del
tasto start, dove è anche presente una guida sugli obbiettivi raggiunti e da
completare ed un pratico help che spiega nel dettaglio tutte le funzioni
presenti nel gioco. Durante le fasi di esplorazione avrete a disposizione un
secondo menù, decisamente più pratico rispetto al precedente, in cui potrete
selezionare un oggetto da utilizzare, scegliere quale magia lanciare, decidere
in quale summon trasformarsi utilizzare le pozioni di cura e quant’altro. La
mappa del gioco è molto vasta, ed offre al giocatore la possibiltà di
scegliere in quale zona recarsi. Ogni livello richiede un certo numero di
missioni da per essere completato, in più sono presenti alcune sottomissioni,
non obbligatorie al fine del gioco, ma che permettono di aquisire nuove
abilità e punti esperienza e che comunque contribuiscono a rendere il titolo
più vario e longevo.
Sistema di combattimento
Una volta scesi nel campo di battaglia, il sistema di combattimento mostra
tutti i suoi pregi e difetti. Innanzitutto rispetto al precedente episodio i
combattimenti non sono più a turni ma in tempo reale, con una conseguente
maggior libertà di azione. Mentre controllerete il personaggio principale il
computer si occuperà dei vostri 2 aiutanti, che potranno comunque essere
utilizzati dal giocatore in qualsiasi momento tramite la pressione dei tasti
laterali. Nonostante il buon numero di armi disponibili, la combo che il
vostro personaggio eseguirà, qualunque esso sia, sarà sempre e solo una,
difetto che alla lunga può rendere ripetitivi i combattimenti, dato che
verranno affrontati con l’unico scopo di far aumentare le caratteristiche del
gruppo; inoltre non è richiesta una certa dose di tattica, con le battaglie
che quindi si riducono ad un continuo attacco frontale. Il sistema di
controllo non aiuta risultando a volte goffo ed impreciso, di conseguenza
capita sovente di venire accerchiati da più nemici che ci colpiscono senza
lasciarci la possibilità di reagire, facendoci perdere preziosi punti vita.
Più problematico è l’utilizzo delle magie, che a causa dell’imprecisione nel
sistema di controllo necessita di un tempo relativamente lungo per avere la
sicurezza che vadano a buon fine. L’invocazione delle Summon richiede poi un
tempo ancora più lungo, per via della lunga animanzione che li precede, ed è
necessario quindi trasformarsi in tempo se non si vuole essere attaccati nel
bel mezzo di un’invocazione. La durata della trasformazione dipende sia dalla
barra enegetica, esauritasi la quale ritornerete allo stato normale, sia da un
cronometro che segnerà il tempo della trasformazione. In questo caso la durata
della Summon varierà a seconda del vostro livello di esperienza e quello della
Summon scelta. Come detto in precedenza, i vostri due compagni vi aiutano nei
combattimenti, o per lo meno ci provano.Tramite menù è possibile gestirne il
comportamento a seconda che debbano fare da supporto, attaccare un determinato
obbiettivo, curare il party o aiutare il protagonista. Questo almeno sulla
carta, perché in molte occasioni la loro presenza è abbastanza inutile, dato
che spesso e volentieri non rispettano le direttive assegnategli: a volte
rimangono immobili a prendere colpi dai nemici, a volte invece non prendono
parte nemmeno al combattimento, costringendovi a ritornare sui vostri passi
per recuperarli. In generale la gestione dei due comprimari è realizzata in
modo grossolano, rappresentando un serio elemento di difficoltà soprattutto
nelle prime fasi di gioco, fattore che porterà il giocatore a preferire a
volte l’azione in solitaria (selezionabile sempre da menù), nel caso fosse a
corto di energia e non voglia sprecare le preziose pozioni guaritrici per una
compagnia indegna di essere curata.
Realizzazione globale
Il primo Summoner fece molto parlare di se prima della sua uscita per
l’utilizzo dell’Anti Aliasing, un sistema che permetteva di ridurre le famose
“scalette” che affliggevano i primi giochi usciti per Ps2, nonostante questo
però il comparto grafico si rivelò poco curato sia a livello poligonale che
come effetti e texture in generale. Il secondo episodio è sicuramente
superiore al precedente, tuttavia tenendo conto della maggiore qualità della
softeca attualmente disponibile, Summoner 2 non riesce ad elevarsi ed emergere
dalla concorrenza. I modelli poligonali possono vantare buone texture,
ourtroppo però il rusiltato globale è penalizzato da un basso numero di
poligoni; le animazioni poi sembrano non fare uso di quel motion capture che
ormai è prassi nelle produzioni moderne. Si salvano invece gli effetti di
luce, molto buoni soprattutto nel momento dell’invocazione delle Summon, ed in
generale delle magie e dei fenomeni ambientali. Gli stage sono molto ampi,
anche se non sempre sono riprodotti con la cura che richiederebbero,tuttavia
sono privi di pop-up, nebbia, cali di frame e quant’altro infici produzioni di
questo genere. Il sonoro si attesta sulla media, mentre il parlato digitale
riguarda solamente i personaggi principali e le cut-scene lasciando a tutti
gli altri NPC la sola finestra di dialogo.
Commento
Giudicare Summoner 2 non è certo un compito facile: infatti se da una parte
c’è da citare la vastità dei livelli, il semplice ma efficace sistema di
gestione dei personaggi, la buona componente rpg, l’ottima trama e la bontà
del concept, dall’altra bisogna sottollineare la scarsa IA dei vostri
“aiutanti”, la poca varietà degli incontri, la mediocre realizzazione tecnica
e un sistema di controllo a volte goffo. Due facce della stessa medaglia che
possono far pendere il giudizio del giocatore a seconda di quanto ritenga
pesanti i difetti sopra citati. In linea di massima Summoner 2 è un buon
titolo, ma risulta per così dire “incompleto”. I difetti riportati in
recensione non inficiano il titolo in maniera eccessivamente pesante, tuttavia
è lecito pensare a come sarebbe stato il gioco se questi difetti fossero stati
eliminati. In generale si nota una cura non sufficiente con cui Volition ha
confezionato il prodotto, ed è un peccato perché con un po’ più d’impegno ci
saremmo trovati davanti ad un titolo imperdibile.
PRO:
+Trama ben articolata
+Sviluppo del gioco in maniera non troppo lineare
+Buona gestione degli elementi rpg
+Gestione dei personaggi semplice ma completa
CONTRO:
-Realizzazione tecnica scarsa
-Sistema di controllo goffo
-Scarsa IA dei vostri compagni
-Incontri un po' ripetitivi