RESIDENT EVIL 0
Ah… The Horror, the Horror…
Ogni serie ha il suo inizio. Alcuni avvenimenti però, tardano a venire a
galla, nascosti da un fitto alone di mistero e d’interrogativi, e nel nostro
caso ci sono voluti ben 4 episodi (più spin off vari) prima di scoprire
l’origine del terrore. Su Resident Evil 0 se ne sono dette di cotte e di
crude, a tal punto che una (nuova) presentazione del background e dello
sviluppo del gioco sarebbe solamente pleonastica (a tal proposito vi possiamo
rimandare alla preview del gioco). Se ne può fare decisamente a meno, poiché
le uniche cose che non sono state dette riguardano lo sviluppo della trama
vera e propria.
L’Unione fa la Forza!
Come saprete la più grande novità introdotta da questo primissimo episodio
(Questa frase è un po’ paradossale… NdCorgan) riguarda l’introduzione di un
secondo personaggio che vi accompagnerà durante la durata dell’intera
avventura. Sarà la CPU a controllare tale personaggio, ma voi potrete decidere
il suo comportamento rispetto ai bersagli ostili, al fine di risparmiare
qualche pallottola o svincolarvi lungo un corridoio infestato dai cattivi di
turno. Inoltre vi è anche possibile comandare il secondo personaggio tramite
lo stick destro, come se steste comandando il vostro attuale personaggio.
Sarebbe stata apprezzata a riguardo una specie di funzione “sensitive” che
avrebbe permesso di far interagire col fondale il personaggio secondario senza
doverlo cambiare ogni volta; vi sarà possibile in ogni modo passare da un
personaggio all’altro in qualsiasi momento lo vogliate, con la semplice
pressione del tasto X. Sebbene tale introduzione, insieme alla gestione del
nuovo inventario, non basti a far rinascere una serie già bella che giocata,
almeno riesce a variare l’approccio che si è sempre avuto con i titoli della
serie.
E a proposito dell’inventario, gestirlo adesso è un po’ meno avvilente: addio
agli odiosi cassettoni magici, ed un saluto al nuovo sistema che permette di
lasciare a terra un oggetto in qualsiasi momento. All’inizio capiterà di
ragionare come per gli altri episodi di RE, ad esempio rifiutando un oggetto,
come un “ink ribbon” fuori mano, quando si potrebbe benissimo raccoglierlo e
portarlo al punto di salvataggio più vicino. Qualche problema lo avrete
comunque, anche in vista del fatto che stavolta ogni personaggio avrà a
disposizione solo 6 blocchi per fare spazio ai vari oggetti, e gli items da
raccogliere sono tanti; alla fin fine, quando non si conosce la funzione di un
certo oggetto e non si sa in quale parte della mappa possa tornare utile, la
scelta più pratica è quella di concentrare tutti gli oggetti in alcune stanze
facilmente raggiungibili a metà strada: gli andirivieni sono quindi ancora
presenti, seppure in quantità minore.
Tornando ai due protagonisti, premendo il tasto Start del controller possiamo
dividere i personaggi e lasciarli proseguire per strade separate. Spesso non
si rivela la scelta più giusta: un fuoco di copertura non è mai stato così
utile, e nel caso ci si parassero di fronte diversi nemici, due pistole sono
meglio di una. Non mancano gli enigmi da risolvere con un determinato
personaggio, quelli in cui sarete obbligati a separarvi, e nemmeno quelli in
cui dovrete far collaborare i due, eseguendo delle azioni più o meno
contemporanee. Se i protagonisti si trovano nella stessa stanza, hanno inoltre
la possibilità di scambiarsi gli oggetti al volo, nella speranza, magari, di
riuscire a curare il compagno prima che gli venga inflitto il colpo di grazia.
Quando il vostro partner si trova in una stanza diversa dalla vostra, vi
chiederà soccorso via radio nel caso si trovasse a respingere un’orda di
mostriciattoli vari (ce ne sono anche di nuovi, ed alcuni sanno essere anche
molto fastidiosi).Allora sarà il caso di correre a prestare aiuto: è
indifferente infatti quale personaggio soccomba, per voi sarà comunque Game
Over; se è vero che il compagno aiuta a seccare più facilmente gli zombi, che
tra l’altro sono più facili da abbattere rispetto al Rebirth, è anche vero che
il gioco propone sfide continue. Se non fate buon uso delle munizioni potreste
quindi ritrovarvi in alcune situazioni sprovvisti di piombo, e in ogni caso
state tranquilli che i Game Over non mancheranno affatto…
Spiacevolmente, infine, sono sparite alcune chicche che hanno fatto capolino
nel Rebirth, come le armi da autodifesa e gli zombi “sfondaporta”.
Il Trenino… che Bello!
Sotto il profilo tecnico troviamo la più grande pecca nell’assenza del
supporto Dolby Pro Logic II, assenza abbastanza ingiustificata: inutile dire
che un buon comparto audio aiuta non poco a creare atmosfera, e sebbene RE0
non sia da cestinare sotto questo profilo, altre produzioni ci ricordano come
anche il GameCube abbia molto da dire per quello che riguarda l’aspetto
sonoro. L’audio si presenta più curato del predecessore, e in alcuni effetti e
suoni raggiunge perfettamente lo scopo di colpire il giocatore, ma è comunque
d’obbligo una tiratina d’orecchie a Capcom, che speriamo riparerà donando al
venturo RE4 un comparto sonoro di prim’ordine.
Per quello che riguarda la parte grafica abbiamo un apprezzabile aumento di
definizione dei fondali prerenderizzati, ancora più puliti e dettagliati
rispetto allo già sbalorditivo Rebirth; purtroppo la fase più impressionante
(per i fondali 2D) arriva proprio sul treno e raramente vi lascerete stupire
nelle fasi più avanzate. Sempre ottimi i modelli poligonali dei nostri
alter-ego, e dei nostri “incubi peggiori”. Non mancano neanche alcuni mostri
di dimensioni “generose” anche loro molto curati e convincenti. Alcune
animazioni inoltre sono state gradevolmente riviste, come quelle dei cani ad
esempio, altre sembrano del tutto invariate e da rivedere. Ottimi (ma
compressi) anche i FMV di solito spettacolari (forse in alcuni casi superflui)
e definiti.
Cheeeeeee Paura mi fa, Carletto l’Uomo Lupo Frankie, e Dracula…
Non so Carletto quanta paura possa fare, ma RE0 ci prova negli stessi modi
usati in precedenza da Capcom e non sempre ci riesce. Lo scopo di solito è
raggiunto, ma è anche vero che per la maggior parte del tempo la tensione non
è ai massimi livelli, e se sarete tesi, probabilmente non sarà per la paura di
un qualcosa di inaspettato, ma per quella di essere uccisi a tradimento. Le
solite comparse infime dei mostri insomma, raccolgono quasi sempre il loro bel
balzo del cuore in gola, ma se Capcom si guardasse anche un po’ in giro,
scoprirebbe che ci sono mille altri modi per far spaventare, o comunque tenere
in tensione un giocatore. RE0 sotto quest’aspetto presenta la solita atmosfera
comune alla serie, con le solite trovate comuni alla serie. Niente di più.