METAL GEAR SOLID 2: SUBSTANCE

 

Metal Gear Solid è un nome che è quasi impossibile non aver sentito almeno una volta uscire dalla bocca di un videogiocatore. Parliamo di un gioco che ha innovato a tal punto il mondo dei videogiochi moderni, tanto da portare alla ribalta un genere nuovo, quello degli stealth-action-game.

Muoversi furtivamente, sparare in modalità cecchino o rimanere nascosti in attesa di colpire al momento giusto, sono solo alcuni degli elementi tipici del genere e, tanto per capirci, giochi come Splinter Cell o Syphon Filter (solo per citarne alcuni), sono la prova di quanto Metal Gear Solid abbia dato al mondo dei videogiochi d’azione.

La saga di Metal Gear Solid nasce negli anni 80 dalla mente di Hideo Kojima, muovendosi nella penombra fino al 1998, anno del passaggio al 3d della serie; passaggio che avviene con l’uscita di Metal Gear Solid su psx; un evento strepitoso per tutti i giocatori, accompagnato da un hype senza precedenti, a sua volta pompato a dismisura da mesi di indiscrezioni, filmati, speciali su riviste cartacee e online, fino all’esordio seguito da un grande successo commerciale e da un ottimo consenso di critica.

Lo scorso anno l’uscita del sequel di Metal Gear Solid su PS2, ha segnato in qualche modo un’altra svolta, “Metal Gear Solid2: Sons of Liberty” è probabilmente ancora ad oggi il videogioco più atteso della storia, e il successo che ha seguito la sua uscita a ulteriormente cementato l’amore del pubblico di tutto il mondo per la saga Konami.

Va subito detto che alla base del successo di questa storica serie, oltre alla già citata formula stealth-action, c’è senza dubbio il suo protagonista; Solid Snake è infatti uno dei pochi personaggi che in questi anni sia riuscito ad intaccare la popolarità di monumenti sacri come Mario o Lara Croft popolarità che anche in questo caso sta creando una vera e propria caccia all’interprete, per decidere a chi verrà assegnato il ruolo di Solid nell’ormai, certa ed immancabile, trasposizione cinematografica della saga.
 

 

 
 
 
 

 

Ma, parliamo del gioco.

Metal Gear Solid 2 Substance (MGS2S d’ora in poi) è un nome che da oggi sarà anche sulla bocca di molti giocatori Xbox, sfatando ancora una volta il mito del titolo esclusivo; mito che anche su Ps2, viste le già certe apparizioni della saga su GameCube, va affievolendosi sempre più.
MGS2S è una nuova versione del sequel di Metal Gear Solid per psx che, oltre a contenere l’originale seguito, Sons of Liberty, contiene tutta una serie di extra che ne arricchiscono l’esperienza di gioco, colmando alcune lacune presenti nella versione PS2, uscita più di un anno fa. Rispetto a Sons of Liberty, MGS2S vanta ben 350 missioni in arene virtuali e 150 missioni alternative in ambienti di gioco, tutte giocabili con otto personaggi diversi. A questo si aggiunge una serie di altre missioni, chiamate Snake Tales, con protagonista ovviamente Solid Snake e un inserto speciale nel quale è presente un interessante “making of…” che ci porterà nel “dietro le quinte” della produzione di un gioco di proporzioni bibliche.
 

 

 
 
 
 

 

Metal Gear Ray

La storia che sta alla base dell’avventura principale (Sons of Liberty), prende forma due anni dopo gli eventi narrati nel primo Metal Gear Solid, e ci vede nei panni di Solid Snake. Siamo sul fiume Hudson, in una New York post 11 settembre, il nostro compito è quello di imbarcarci su un mercantile per trovare informazioni inerenti l’esistenza di un nuovo tipo di arma, il Metal Gear Ray. Tale arma, altro non è che un mech da combattimento, equipaggiato con armi nucleari e dotato di un enorme potenza distruttiva.

La scena dello spettacolare imbarco-jumping (vedere per credere) è efficacemente raccontata nella spettacolare sequenza introduttiva del gioco, magistralmente diretta da H. Kojima e, come tutto il gioco, splendidamente musicata da Harry (Armageddon, The Rock) Gregson Williams. Ci infiltreremo nel mercantile armati inizialmente, soltanto con una pistola a dardi anestetici e ben presto ci imbatteremo in un gruppo di terroristi, che scopriremo solo più tardi essere comandati da uno dei nemici storici di Solid, Revolver Ocelot.

L’avvio di MGS2S è ottimo, splendida la sezione sul tanker e, come in tutto il gioco, ottimi effetti grafici: pioggia, spruzzi delle onde e in generale un comparto grafico, che seppur troppo monocromatico, si rivela sempre di ottima fattura anche in questa versione Xbox. Non mancano inoltre i tocchi di classe tipici della serie, bisognerà infatti fare attenzione a non lasciare segni del nostro passaggio come: impronte o rumori che insospettiscano il nemico di ronda e sarà addirittura possibile vedere i dardi piantati sui nostri nemici esattamente nel punto in cui sono stati sparati.

Dopo che Snake avrà quindi dato sfogo a tutte le sue doti da super soldato, sconfiggendo Olga (primo boss del gioco), si arriva alla seconda parte nella quale, sorpresa generale, non si usa più Solid Snake, ma un nuovo personaggio di nome Raiden. Solo più tardi avremo a che fare con il leggendario eroe, ma, è bene dirlo subito, Raiden sarà il nostro nuovo alter ego virtuale fino alla fine dell’avventura.
Questo rimane ancora oggi l’aspetto più discusso di MGS2, e se anche la scelta è stata fatta per arricchire l’alone di leggenda attorno a Snake, facendolo vegliare sull’operato della giovane recluta Raiden, la verità è che quest’ultimo non ha ne il carisma ne il fascino di Snake e per di più nel gioco, Kojima ha fatto si, che si perdesse paranoici discorsi sui rapporti di coppia con la sua dolce metà, (nonché marconista) Rose; se in più considerate che lui si chiama Jack, capirete che la “titanica” citazione non è puramente casuale, così come non lo è l’amore di Mr. Kojima per il cinema hollywodiano.
 

 

 
 
 
 

 

Un gioco extraordinario!

La trama di Sons of Liberty, che è di fatto il gioco vero e proprio, comincia bene, ma durante l’avventura tende a perdersi in un Kojimiano delirio, fatto di contorti risvolti socio-politco-esistenziali e spettacolari ma interminabili fmv, che riescono comunque nell’intento di mantenere alto il patos, senza spezzare troppo il ritmo di gioco, se non nella parte finale.
Ed è proprio nelle fasi giocate che MGS2S da il meglio di se; parliamo di Metal Gear, quindi azione furtiva, spettacolari sequenze d’azione, e gadgets di ogni tipo, quanto di meglio visto finora la spettacolare sequenza subacquea; come sempre memorabili alcuni dei boss nemici. Su tutti spiccano Vamp, uno strano vampiro genetico e Fortune, una donna soldato armata di un devastante fucile e invulnerabile a qualsiasi arma.
Solido ed efficace il gameplay ma un po’ troppo ancorato a parametri imposti dal prequel; si rivela infatti fastidiosa l’inquadratura in prima persona, che non permette nessuno spostamento del personaggio, non sempre gradevole la classica inquadratura dall’alto e anche qualche animazione risulta un troppo legnosa.
Il discorso cambia nelle varie missioni aggiuntive, che speriamo fungano da anticipo sull’evoluzione di alcuni aspetti del gameplay, certe vr mission sono infatti affrontabili come in un classico fps, con le due leve analogiche preposte a muovere il personaggio e i tasti L e R utili per cambiare bersaglio e fare fuoco.
Tantissime armi e la possibilità di utilizzare altri personaggi (Ninjia, Snake e Meryl su tutti), completano una sterminata serie di extra, che perdono stile solo nella insufficiente sezione sk8boarding e in poche altre missioni non proprio attinenti a reali o possibili situazioni di gioco.
 

 

 
 
 
 

 

Commento
MGS2S è probabilmente il videogioco con più extra che si sia mai visto, e pur mantenendo in Sons Of Liberty il fulcro del gioco, le sue oltre 500 (!!!) missioni aggiuntive, non potranno che essere apprezzate da tutti gli appassionati del genere e da tutti coloro che hanno giocato il primo episodio su psx; consigliatissimo l’acquisto per tutti quelli che non hanno mai giocato a Metal Gear Solid, fermo restando che non siamo di fronte al miglior stealh-action-game presente sul mercato.
Il capolavoro di Kojima offre un’esperienza videoludica efficacemente mixata con quella cinematografica, ottima la regia del genietto giapponese, strepitoso il comparto audio, con un tema principale da oscar, non a caso composto e diretto da Harry Gregson Williams. Stando invece all’avventura vera e propria (Sons of Liberty), ci troviamo di fronte ad un gran titolo che gode di un buon gameplay un po’ troppo adagiato sui parametri del suo predecessore a 32bit: limitante l’inquadratura dall’alto e fastidiosa la visuale in prima persona che ci impedisce di muovere il personaggio liberamente. Trama invece ricca di affascinanti personaggi e dotata di uno spessore narrativo notevole, che però nel finale ha un notevole calo di stile, debordando in un oblio tutto Kojimiano, fatto di contorti retroscena e risollevandosi solo nella parte in cui si parla dei Patriots… giocare per credere

 

 

         Contro: