IL SIGNORE DEGLI ANELLI:LA COMPAGNIA DELL'ANELLO
A seguito del successo del primo film della trilogia del Signore degli Anelli,
diretto da Peter Jackson, era lecito aspettarsi l’arrivo di videogiochi ad
esso ispirati, ed è bastato poco tempo infatti perché ci trovassimo di fronte
a due tie-in basati sulle avventure di Frodo, Aragorn, Gandalf e compagni. A
differenza del gioco EA, basato prevalentemente sul secondo libro della serie,
il titolo Surreal Software punta i riflettori sull’episodio iniziale, La
Compagnia dell’Anello appunto. Diverso è anche il genere; se nel primo caso ci
siamo trovati di fronte ad uno slash’em up, nel secondo siamo chiamati ad
affrontare un’avventura classica in terza persona, in cui guideremo la
Compagnia nel viaggio verso il Monte Fato con scopo di distruggere l’anello
malefico di Sauron.
Un Anello per Narrarli...
La prima cosa che salta subito all’occhio del giocatore è il diverso approccio
che Surreal Software ha scelto per lo sviluppo della trama. Se Le Due Torri
riprendeva palesemente il film, inframezzando le parti giocate con spezzoni
della pellicola, questo titolo è invece una riproposizione abbastanza fedele
del libro, dato che Vivendi e Electronic Arts hanno acquistato i diritti,
rispettivamente, dell'opera letteraria e della triologia diretta da Peter
Jackson. Ne consegue che ritroviamo alcuni personaggi e situazioni che per
ovvie ragioni sono state eliminate nel film, come il simpatico Tom Bombadil e
la nebbiosa Tumulilande, oppure alcuni eventi accaduti in maniera un po’
diversa rispetto alla pellicola, dove il regista si è preso alcune libertà di
troppo, come la mancanza del combattimento tra Saruman e Gandalf, nel libro
solo accennato, oppure la fuga di Frodo dai Cavalieri Neri, dove manca
totalmente il personaggio di Arwen, che apparirà solamente una volta arrivati
al palazzo di Elrond.
Un Anello per giocarli…
Dopo aver selezionato una nuova partita, difatto l’unica modalità di gioco
disponibile, si viene direttamente catapultati nella casa di Frodo. Subito vi
verrà chiesto di compiere alcuni quest, in particolare recuperare degli
oggetti e recarvi in determinati luoghi. Parte della struttura di gioco si
basa essenzialmente su questo, ovvero portare a termine le varie missioni che
di volta in volta vi vengono affidate dagli NPC che troverete nel corso
dell’avventura. Data l’estrema linearità del gameplay capiterà di rado che vi
perdiate per strada una o l’altra missione, poiché l’intero gioco si risolve
essenzialmente in una successione di accetta missione/esegui missione/vai alla
missione successiva. Il sistema di combattimento si rivela molto semplice,
forse anche troppo: un tasto per colpire, uno per saltare e uno per usare una
specifica arma presa dall’inventario. A causa del basso numero di azioni
effettuabili, i combattimenti tendono a risultare poco vari, ma non è un grave
problema dato che a varietà di mosse i nemici non sono da meno. A Frodo
inoltre è data la possibilità di usare l’Anello magico di Sauron, un oggetto
che gli permette di rendersi invisibile per un breve periodo corrispondente ad
una specifica barra, esauritasi la quale morirete all’istante. Successivamente
vi verrà data anche la possibilità di controllare Aragorn e Gandalf. Mentre il
primo possiede mosse più varie e la possibilità di lanciare freccie, Gandalf
può utlizzare magie di offesa e di difesa; in entrambi i casi comunque il
sistema di controllo varia leggermente rispetto a quando userete Frodo. Rimane
comunque il rammarico di non poter utilizzare Legolas e Gimli, ma tant’è… Il
sistema di controllo in generale risulta abbastanza preciso, rispondendo
tempestivamente nel caso dobbiate improvvisamente attaccare un avversario alle
vostre spalle, magari mentre siete già impegnati a fronteggiarne uno di
fronte. L’unico dubbio riguarda l’ imprecisione delle armi da lancio, problema
che vi porterà a preferire lo scontro corpo a corpo rispetto quello a
distanza.
Inizialmente l'avventura vi mette al comando del solo Frodo, ma il vostro
peregrinare da soli durerà comunque poco, dato che fin quasi da subito verrete
affiancati da Merry, Pipino e Sam Gangee, in grado di darvi una mano anche nei
combattimenti. L’idea potrebbe risultare buona se non fosse per il fatto che i
vostri “aiutanti” sono privi di una barra energetica, offrendo al giocatore la
possibilità di starsene tranquillamente con le mani in mano aspettando che gli
altri facciano il lavoro per lui; tra l’altro combattere contro gli avversari
non offre nemmeno nessuna gratifica, poiché le abilità del vostro alter ego si
mantengono costanti per tutta l'avventura: niente level-up, niente aumento di
barra energetica, niente skill da imparare, niente di niente. Detto questo è
facile capire come i combattimenti non siano per nulla incentivati. Deludenti
anche gli scontri contro i boss: quest’ultimi non rappresentano mai un
problema, dato che ognuno di loro è dotato di un particolare punto debole che
ne permette l'uccisione con una facilità disarmante.
Un Anello per guardarli…
Uno dei pregi di questo titolo è l’atmosfera che riesce a conferire al
giocatore durante le fasi esplorative. Le location dove vagherete sono ben
realizzate rendendo perfettamente un mondo, quello della Terra di Mezzo, fatto
di estese vallate, piccoli villaggi, foreste,rovine, grotte,castelli e quant’altro.
La foresta dove incontrerete Bombadil è incantevole (tra l’altro è capace di
svelare/nascondere passaggi al giocatore rendendo ancora di più il senso di
smarrimento dei vostri), così come le vallate ai confini di Brea, e le grotte
di Moria con le sue immense strutture. I livelli sono enormi, tuttavia non vi
capiterà mai di perdervi poiché i bivi si riducono a uno o due e quasi sempre
riportano sulla strada principale. Unico difetto, la loro staticità. La Contea
degli Hobbit risulta ben fatta, ma duole notare come non sia possibile
addentrarsi nelle case dei vicini o interagire con i piccoli oggetti sparsi
per il paesello. Stesso discorso vale per tutti gli altri luoghi, come la
locanda di Brea o le caverne di Moria, fin troppo “ferme” nella loro bellezza.
Il motore grafico fa il suo dovere mostrando un elevata estensione del campo
visivo senza rallentamenti di sorta. I personaggi sono animati egregiamente
anche se persistono problemi per quanto riguarda il rilevamento di alcune
collisioni e qualche frame d’ animazione che viene a mancare nelle fasi più
concitate. Buone le texture anche se non troppo varie a dire il vero,così come
i modelli poligonali e le routine d’ illuminazione. L’unico elemento a fare le
bizze nel comparto grafico è la telecamera virtuale. Capita spesso che la
telecamera si allinei tardivamente ad ogni svolta impartita dal giocatore,in
generale è necessario ridirezionarla manualmente ogni volta con l’analogico
destro. Inoltre soffre di uno strano problema non appena si utilizza la
visuale in soggettiva: poniamo che il vostro personaggio sia rivolto a nord e
improvvisamente si giri puntando verso di voi, se il giocatore a questo punto
prova ad utlizzare la visuale in soggettiva,beh, la visuale punterà ancora a
nord perché è quella l’ultima posizione della telecamera in “memoria”. Sarà
necessario dunque farla girare di 180° per risolvere il problema.Too bad.
…e nel buio giudicarli.
Nel comparto sonoro il titolo Surreal Software se la cava più che bene. La
qualità della colonna sonora è altalenante ma riesce comunque nell’intento di
essere evocativa e di contribuire all’atmosfera del titolo. Il doppiaggio
invece, pur risultando ottimo, tende ad essere molto “slegato” da frase a
frase come se i doppiatori non si rendessero conto di quale sarebbe stata la
sequenza esatta dei dialoghi uno volta terminato lo sviluppo del gioco. A
stonare invece sono i lunghi caricamenti tra una sezione e l’altra;
considerando che il gioco riesce a caricare on the fly intere sezioni di un
livello, non si capisce come ci sia bisogno di caricare ogni volta parti di
gioco che potevano essere accorpate benissimo tra di loro. Per quanto riguarda
la meccanica di gioco, La Compagnia dell’Anello soffre della sua fin troppa
semplicità. Abituati oggi come oggi ad avventure ultracomplesse, non possiamo
accettare che vengano sviluppati titoli dove non sia permesso di comprare
oggetti, aumentare i propri parametri tramite le battaglie,imparare nuove
mosse e quant’altro. Il gioco si risolve in una successioni di combattimenti
su combattimenti e questo alla lunga può stancare, inoltre le missioni che ci
vengono affidate,oltre che essere pochine, sono di una banalità mostruosa per
non parlare degli enigmi,addirittura completamente assenti. Il titolo si
rivela essere tutt’altro che difficile oltre che essere abbastanza corto e
cosa peggiore non presenta modalità di gioco aggiuntive oltre a quella
principale. Detto in parole povere, una volta terminato lo lascerete a
prendere la polvere sullo scaffale. Un ultima nota: il gioco in se non
presenta bug di sorta, le uniche falle che portavano al blocco completo nella
versione USA sono state fortunatamente corrette nella versione Pal del gioco.
Commento
E’ difficile esprimere un giudizio su questo titolo. Paragonato alla
complessità dei titoli odierni, La Compagnia dell’Anello non può che uscire
dal confronto con la coda fra le gambe, tuttavia il giudizio finale non può
essere troppo negativo. La Surreal Software ha puntato basso, così facendo ha
sì realizzato un titolo di bassa caratura ma per lo meno ha centrato appieno
il suo obbiettivo. Magari, data la sua estrema linearità, avrebbe avuto più
senso indirizzare il titolo verso un target ben preciso, quello dei giovani
anziché proporlo a tutti i videoplayers. Insomma, se cercate un passatempo che
vi possa divertire per qualche oretta in maniera spensierata, magari fateci un
pensierino, o perché no , in fondo potrebbe essere un valido regalo per il
vostro fratellino/cuginetto. Gli altri invece guardino altrove, il settore
degli adventure per PS2 ha ben altro da offrire.
PRO:
+Ambientazioni ampie e d’atmosfera
+Trama molto fedele al libro di Tolkien
CONTRO:
-Meccanica di gioco fin troppo semplice
-Pessima gestione della telecamera virtuale
-Una volta finito non lo rigiocherete più