Electronic Arts appunto. Il primo brivido arriva leggendo sul manuale:
"sviluppato da EA Pacific su un’idea originale Westwood Studios". Il vero
(video)gioco, ormai, è ciò che ruota attorno al videogioco: le manovre
finanziarie, le acquisizioni, i bilanci, le copie vendute. Almeno a giudicare
dall’interesse che tali argomenti destano sui forum di mezza internet. Fatto
sta che il campo di battaglia lascia più cadaveri di un fragfest di Quake: tra
questi i gloriosi studi Westwood cancellati per esigenze finanziarie e
accorpati anonimamente alla divisione californiana del sempre più gigantesco
colosso EA. La paura è che passato di mano il timone della serie ci si ritrovi
con qualcosa di diverso tra le mani e non il solito C&C (
La storia di Westwood /2
...
Ma Westwood passerà alla storia senz’altro per i suoi contributi agli
strategici in tempo reale, genere che praticamente inventò: dopo decenni
passati sui strategici a turni gli sviluppatori americani ebbero la geniale
idea di movimentare il tutto dando al giocatore il controllo continuo e in
tempo reale delle proprie truppe e delle raccolte fondi. Con Dune 2, seguito
di una mediocre avventura Virgin di qualche anno prima, implementarono la
loro intuizione nel mondo creato da Frank Herbert. Nel 1996 inaugurano la
saga di Command & Conquer e qualche anno dopo lo spin-off Red Alert. Tra un
seguito e l’altro gli ultimi anni segnano una leggera ma inarrestabile
decadenza: colpi mancati, titoli mal riusciti, sequel stanchi e bolsi
appannano la fama della Westwood:
Nox,
Renegade e
Earth and
Beyond non solo non passeranno alla storia ma neanche al botteghino. Il
resto è
cronaca. Onore e gloria a Westwood Studios!
Shock numero due
Installato il gioco la paura diviene una certezza. Ma andiamo con ordine.
Generals è ambientato in un immediato futuro, così immediato da essere già
presente. Dimenticate i futuristici Gdi o Nod: le forze in campo sono le ben
più riconoscibili Usa, Cina ed ELG (Esercito di Liberazione Globale)
immaginaria organizzazione terrorista di stampo islamista fondamentalista.
Dimenticate mezzi e truppe immaginifiche e al limite del surreale: questa
volta si avrà a che fare con ben più grevi caccia Stealth, elicotteri
Comanche, missili Tomahawk, Scud, dirottatori, kamikaze, antrace, testate
nucleari e quant’altro possa offrire il gran mercato
dell’informazione-spettacolo di questo mondo ormai immerso in una guerra
permanente.
Dimenticate gli intermezzi filmati, vero e proprio marchio di fabbrica della
premiata ditta C&C: se vi eravate affezionati a quei siparietti ironici,
raffazzonati, degni del peggior Ed Wood… beh fatevene una ragione: in
Generals le missioni sono introdotte solo da brevi filmati realizzati con lo
stesso motore del gioco che illustrano la situazione sul terreno, la
posizione delle truppe e così via.
Le scelte effettuate, per certi
versi coraggiose, finiscono però con togliere molta personalità al titolo,
intaccando notevolmente il coinvolgimento del giocatore: lo stesso sviluppo
narrativo è estremamente labile, sfilacciato, praticamente assente: il
legame tra una missione e l’altra è di fatto assente così come assente è un
qualche personaggio particolare a cui “affezionarsi” o la cui personalità
spicchi nella massa anonima di soldatini. Quasi non c’è una “storia” in cui
il giocatore possa immergersi: come – tristemente – nella realtà c’è solo
una progressiva escalation di armamenti sempre più complessi e di missioni
sempre più difficili ma nessuna narrazione che dia un senso o una ragione
alle scelte dei generali.
Generale, queste cinque stelle...
Come tradizione si potrà scegliere una qualsiasi delle tre fazioni in
guerra, ognuna con le sue particolari missioni. La varietà degli
schieramenti è notevole e raramente si avrà la sensazione di unità “clonate”
da una fazione all’altra: se da una parte lo strapotere Usa è schiacciante
dal punto di vista della forza bruta, d’altro canto è notevolmente
dispendioso; i cinesi con i loro Hacker e le loro spie permettono un
approccio maggiormente riflessivo; l’Elg infine è forse quella più
originale: essendo un’organizzazione terroristica non può certo contare su
bombardieri o fabbriche d’armi ma dovrà rivolgersi a trafficanti o ricorrere
alle folle inferocite, ai dirottatori o ai camion bomba obbligando
(macabramente) il giocatore ad elaborare strategie peculiari e originali.
Il giocatore è chiamato ad impersonare un anonimo e invisibile Generale che
porti il suo esercito alla vittoria: i poteri dei Generali sono la
principale innovazione introdotta nel gameplay di questo nuovo C&C.
Assimilabili agli eroi di Warcraft III o ai poteri divini di Age of
Mithology, i comandi dei Generali permettono di eseguire particolari azioni
(come ordinare un bombardamento a tappeto di A-10, il miglioramento
automatico delle proprie truppe, un attacco biologico e così via) spendendo
i preziosi punti esperienza guadagnati nel corso dell’azione.
Generali italiani
Generals è totalmente localizzato in italiano, testo e audio, e anche
molto bene. Certo i doppiaggi degli eserciti mancano un po’ di personalità
essendo uguali tra loro, o comunque molto simili, e sentire statunitensi,
cinesi e terroristi islamici rivolgersi a voi con la stessa voce: ma
probabilmente è un limite (marginale) anche della versione originale del
gioco.
...queste cinque lacrime
Ma di certo l’elemento maggiormente innovativo di Generals è
l’introduzione massiccia del 3D in una serie che aveva fatto della grafica
bitmap la propria bandiera. Dopo sette anni passati a costruire basi
bidimensionali e muovere carri armati in pseudo-3d isometrico, il
giocatore avrà sotto il suo controllo un intero campo di battaglia
totalmente in tridimensionale, dal terreno alla più insignificante
comparsa in mezzo ad un mercatino mediorientale. Sebbene tutto ciò abbia
un costo (vedi box hardware) bisogna ammettere che C&C: Generals può
vantare una delle grafiche migliori sulla piazza per quanto riguarda
l’ambito giochi strategici.
Villaggi mediorientali, città cinesi, alpi svizzere o deserti asiatici
vengono riprodotti in maniera sontuosa ed appagante per l’occhio. Con un
semplice movimento di mouse si potrà ruotare o zoomare la visuale a
piacimento fino ad apprezzare la singola texture del singolo veicolo.
Difficile non innamorarsene o quanto meno rimanere impressionati dalla
macchina spettacolare messa in moto da Generals. L’elemento scenografico è
indubbiamente l’aspetto maggiormente curato dai designers EA e il
giocatore non avrà difficoltà a lasciarsi coinvolgere: schermo nero, in
basso appare una scritta bianca che ci aggiorna sul luogo e la situazione
(stile Black Hawk Down) e poi l’inferno: centinaia di personaggi e veicoli
immersi in un ambiente verosimile ed estremamente dettagliato, esplosioni,
grida concitate delle nostre truppe che ci chiedono cosa fare, i
bombardieri che ci sfrecciano sulla testa e la nostra base circondata.
Hardware di guerra
Generals non sarà un titolo atteso come Doom 3 ma lo stesso vi farà
pensare che “è ora di aggiornare il computer”: dal punto di vista hardware
è un titolo maledettamente esoso, forse anche troppo e qualche limatina al
codice non avrebbe fatto male. Con i cosidetti requisiti minimi (PIII 800
e GeForce 2) difficilmente andrete sopra dettagli e risoluzione (800x600)
minimi. Per arrivare fluidamente a dettagli e risoluzioni maggiori
munitevi almeno di 1.5 Ghz e GeForce 3. Concludono l’armamentario almeno
128 Mb di ram (il doppio per il multiplayer) e tutto predisposto per le
directX 8.1.
Medaglie al Generale
Ma come sempre c’è anche l’altro lato della medaglia. Prima di tutto
l’estensione massima della visuale è comunque troppo limitata: anche alla
distanza maggiore si è sempre troppo vicini al terreno impedendo una
visione d’insieme chiara della situazione, intaccando così l’esperienza
ludica minata nella sua fluidità e immediatezza. Troppo tempo a scorrere
la mappa, ad allontanare la visuale o ruotare il punto di vista: in tutto
questo tempo abbiamo già perso troppe unità.
L’altro aspetto negativo, se così si può dire, è che, alla fin fine, la
nuova grafica non porta alcun sostanziale miglioramento o semplice
differenza al tradizionale gameplay made in Westwood: in questo tripudio
di poligoni ed esplosioni particellari il giocatore non è chiamato ad
alcun sforzo intellettuale che si discosti da quello che i titoli
precedenti (e i fantastiliardi di cloni) lo avevano abituato. Questa volta
non c’è il Tiberium da raccogliere ma casse di denaro e materie prime che
“spuntano” in apposite zone di approvigionamento: al di là dell’apparenza
c’è ben poca differenza dal campo di spezia o di
tiberium. Dopo i
cinque minuti iniziali di spaesamento dovuti alla nuova sfavillante veste
3D, il tempo di prendere le misure del vestito nuovo e inamidato, ecco che
si riattivano nel cervello videoludico le routines a cui sette anni di C&C
ci hanno abituato: costruisce centrale di comando, poi caserma, poi
fabbrica, accumula truppe, attacca il nemico. Certo, raramente una
missione sarà limitata a questi elementi basici: anzi bisogna riconoscere
l’impegno che Generals ci mette per offrire varietà al giocatore: dal
difendere degli alleati in fuga, organizzare un attentato, distruggere una
diga o proteggere un treno ci sarà sempre qualcosa di particolare da fare.
Nulla però che faccia gridare al colpo di genio: anzi, dal punto di vista
della giocabilità e della varietà Red Alert 2 resta imbattuto. I poteri
dei Generali ispessiscono un po' l’elemento tattico ma l’IA, pur svolgendo
egregiamente il suo lavoro, non è nulla di particolarmente ostico. Si
eviti inoltre il livello Normale, tale solo nelle menti degli
sviluppatori, dato che la sua estrema facilità farebbe terminare il gioco
dopo poche ore. Apparentemente la longevità sembrerebbe il vero tallone
d’Achille: sette missioni per fazione sembrano pochine. Ma considerando
che gli eserciti sono tre, molto diversi tra loro, e le ultime missioni
solitamente impegnative non ci sentiamo di bocciarlo da questo punto di
vista. Inoltre Generals è un titolo che punta molto sul multiplayer (a cui
dedicheremo uno speciale a parte) e le mappe non ufficiali spuntano già
come funghi, grazie anche al comodo editor incluso nel gioco. La comunità
internet saprà tenere il gioco in vita a lungo anche dopo la fine delle
campagne e delle non esaltanti schermaglie contro il computer. Per non
parlare delle prevedibilissime espansioni che tra qualche mese l’Electronic
Arts butterà sul mercato (del resto non si spiega altrimenti l'assenza di
Russia e unità navali).
Obiettivi raggiunti?
Generals è, in conclusione, un titolo di difficile interpretazione:
un ottimo gioco che però manca l’obiettivo del capolavoro, soprattutto a
causa di un’indecisione di fondo, della sua incapacità a scegliere una
strada e percorrerla fino alla fine. Rimanere fedeli alla tradizione C&C
o dare una sterzata completamente nuova, maggiormente realistica?
Generals abbandona il carisma, l’ironia e lo stile classici di C&C per
scenari maggiormente attuali, “seriosi” e drammatici - tutto l’impianto
scenografico mira a questo (a iniziare dalla spettacolare grafica 3d) -
ma non riesce a farlo fino in fondo e soprattutto mantiene un gameplay
ricalcato pari pari da una serie che necessitava da tempo di innovazioni
più radicali. Certo qualche novità non manca ma, come detto, dal punto
di vista della giocabilità, dell’invenzione, dell’impegno richiesto al
giocatore Red Alert 2 rimane davanti.
Non aspettatevi rivoluzioni al di sotto della superficie né tanto meno
un titolo impegnativo o dall’enorme spessore strategico. Resta un titolo
comunque consigliato per l’immediatezza e la spettacolarità che riesce a
mettere in campo, la solita grandiosa giocabilità a cui la saga (ex)Westwood
ci ha abituati in una nuova sontuosa veste tridimensionale.
Pro
- Ottima grafica e comparto tecnico in genere
- Giocabile, immediato, coinvolgente
- Nuove unità
Contro
- Non estremamente longevo
- Sotto la superficie il solito gameplay C&C
- Scarsa personalità